HitsMap

Rinascimento italiano

Palazzo Vecchio, il cuore del potere fiorentino

Florence

Palazzo Vecchio, il cuore del potere fiorentino

Innalzato al di sopra di Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio è la memoria viva del potere fiorentino. Nato come fortezza civica per volontà di una Repubblica di mercanti, due secoli e mezzo più tardi si trasformò nella sfarzosa dimora dei Medici. Dalla mole merlata di Arnolfo di Cambio agli affreschi trionfali di Giorgio Vasari, un solo edificio racchiude l'intera parabola di Firenze: comune orgoglioso, repubblica inquieta e infine principato. Oggi sede del Comune e museo insieme, resta il simbolo immediatamente riconoscibile della città.

Il palazzo della Signoria: una fortezza civica

I lavori cominciano intorno al 1299, in una Firenze in piena espansione che vuole dare al proprio governo una sede all'altezza delle sue ambizioni. Il progetto è tradizionalmente attribuito ad Arnolfo di Cambio, l'architetto che in quegli stessi anni dirigeva il cantiere della cattedrale. Ne nasce una possente mole cubica di pietra, cinta da un cammino di ronda a caditoie e coronata di merli: un palazzo che è al tempo stesso una piazzaforte, capace di proteggere i magistrati in caso di sommossa.

L'edificio si chiamò dapprima Palazzo della Signoria, dal nome dell'organo esecutivo della Repubblica. Vi risiedevano i Priori delle Arti, eletti per brevi mandati e alloggiati sul posto per garantirne l'indipendenza, insieme al Gonfaloniere di Giustizia. L'alta torre di Arnolfo, che svetta sulla città per quasi 94 metri (altezza aVerifier), non è centrata sulla facciata: si innesta su una struttura preesistente e conferisce all'insieme quella silhouette asimmetrica così caratteristica. La sua campana chiamava il popolo in piazza nei grandi momenti della vita civile.

Con il succedersi dei regimi, il palazzo cambiò nome e funzione. Fu per breve tempo sede del governo di Savonarola alla fine del Quattrocento, per poi tornare alla sua vocazione repubblicana. Il nome di Palazzo Vecchio si affermò soltanto più tardi, quando i Medici lasciarono l'edificio per trasferirsi a Palazzo Pitti.

La reggia di Cosimo I: il Vasari e il Salone dei Cinquecento

La svolta decisiva arriva nel 1540, quando il duca Cosimo I de' Medici decide di insediare la propria corte nell'antico palazzo della Repubblica. È un gesto eminentemente politico: occupando il simbolo stesso del governo comunale, il principe proclama che il potere repubblicano è ormai assorbito dalla dinastia. Per trasformare l'austera fortezza in una dimora degna di un sovrano, Cosimo si affida a Giorgio Vasari, pittore, architetto e futuro autore delle celebri Vite de' più eccellenti pittori.

Il cantiere più spettacolare riguarda il Salone dei Cinquecento. Questa vasta sala era stata costruita alla fine del Quattrocento per accogliere il Consiglio Maggiore della Repubblica restaurata dopo la cacciata dei Medici. Il Vasari la ingrandisce, ne rialza il soffitto e la riveste di un programma decorativo a gloria di Cosimo e di Firenze: alle pareti, immense scene di battaglia che celebrano le vittorie fiorentine su Pisa e Siena; in alto, un monumentale soffitto a cassettoni dorato in cui campeggia l'apoteosi del duca.

Proprio in questa sala Michelangelo lasciò la sua impronta: il gruppo scolpito del Genio della Vittoria, destinato in origine alla tomba di papa Giulio II, vi è esposto e guarda verso la pedana ducale. La sala riunisce inoltre altre sculture manieriste, facendone una vera e propria galleria del trionfo mediceo.

Lo Studiolo, la Cappella di Eleonora, le opere

Oltre al grande salone, Palazzo Vecchio custodisce una serie di ambienti più raccolti, capolavori del manierismo fiorentino. Il più celebre è lo Studiolo di Francesco I, gabinetto di studio privo di finestre ideato dal Vasari per il figlio di Cosimo. Questo piccolo scrigno voltato, interamente rivestito di dipinti, armadi e bronzi, è un'allegoria del rapporto tra Natura e Arte: dietro ogni pannello, opera di numerosi artisti della cerchia fiorentina, si cela un armadietto in cui il principe conservava oggetti preziosi, minerali e curiosità.

La Cappella di Eleonora, cappella privata della moglie di Cosimo, Eleonora di Toledo, fu decorata da Agnolo Bronzino, ritrattista ufficiale della corte. I suoi affreschi, dai colori freddi e dalla fattura levigata, sono tra i vertici del manierismo religioso. Il palazzo allinea inoltre una successione di sale a tema mitologico e dinastico — la Sala degli Elementi, la Sala di Apollo, i cosiddetti quartieri « degli Elementi » e « di Leone X » — dove il Vasari e la sua bottega dispiegano un linguaggio erudito che intreccia storia antica e propaganda medicea.

Tra le opere di maggior rilievo conservate all'interno figura la Giuditta e Oloferne di Donatello, bronzo carico di significato politico: confiscato ai beni dei Medici durante il loro primo esilio, fu per un periodo collocato davanti al palazzo come emblema della libertà repubblicana, prima di essere ricoverato all'interno.

Un mistero continua ad avvolgere il Salone dei Cinquecento: la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, affresco rimasto incompiuto e oggi perduto, sarebbe stata dipinta su una delle pareti prima degli interventi del Vasari. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il Vasari, ammiratore di Leonardo, ne avesse preservato l'opera dietro un tramezzo, dipingendovi sopra. Questa suggestiva teoria resta però discussa e non è mai stata confermata (aVerifier).

Piazza della Signoria: un museo a cielo aperto

Il palazzo non si comprende senza la sua piazza, Piazza della Signoria, uno degli insiemi scultorei più ricchi d'Europa. Davanti all'ingresso principale si fronteggiano due colossi: una copia del Daviddi Michelangelo, posta là dove sorgeva l'originale poi trasferito alla Galleria dell'Accademia, e l'Ercole e CacodiBaccio Bandinelli. Al visitatore conviene ricordare che quel David è una copia (aVerifier per la data esatta del trasferimento).

All'angolo della piazza, la Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati innalza il suo dio marino di marmo, mentre poco distante veglia la statua equestre di Cosimo I del Giambologna. Sotto la Loggia dei Lanzi, portico gotico aperto, si raccoglie una straordinaria collezione all'aria aperta: il Perseo di bronzo di Benvenuto Cellini, che leva la testa di Medusa, e il Ratto delle Sabine di Giambologna, prodigio di composizione serpentinata ricavato da un solo blocco di marmo. Passeggiare in piazza significa attraversare gratuitamente una delle più belle raccolte di scultura del Rinascimento e del manierismo.

Cosa vedere assolutamente

  • Il Salone dei Cinquecento: le scene di battaglia del Vasari, il soffitto dorato e il Genio della Vittoria di Michelangelo.
  • Lo Studiolo di Francesco I, segreto gabinetto manierista, e la Cappella di Eleonora dipinta dal Bronzino.
  • La Giuditta e Oloferne di Donatello, all'interno del palazzo.
  • La torre di Arnolfo e il suo cammino di ronda, per la vista su Firenze.
  • In piazza: la Loggia dei Lanzi (il Perseo del Cellini, le Sabine del Giambologna), la Fontana del Nettuno e la copia del David.

Informazioni pratiche

Palazzo Vecchio è al tempo stesso un museo e la sede attiva del Comune di Firenze; alcune sale possono quindi risultare chiuse in occasione di eventi ufficiali. La visita si articola di norma in più percorsi (quartieri monumentali, salita alla torre, itinerari « segreti »), con biglietti distinti. La salita alla torre è soggetta alle condizioni meteorologiche e a un numero massimo di accessi. Poiché orari, tariffe e modalità di prenotazione possono variare con la stagione, conviene verificarli prima della visita sul sito ufficiale dei musei civici fiorentini (aVerifier per orari e tariffe in vigore).

Quiz

  1. A quale architetto si attribuisce tradizionalmente l'avvio della costruzione del palazzo, intorno al 1299 ? Arnolfo di Cambio — lo stesso che dirigeva il cantiere della cattedrale di Firenze.
  2. A quale artista Cosimo I affidò la grande ristrutturazione del palazzo e gli affreschi del Salone dei Cinquecento ? Giorgio Vasari.
  3. Quale affresco perduto di Leonardo da Vinci potrebbe trovarsi, secondo un'ipotesi discussa, sotto le decorazioni del Vasari ? La Battaglia di Anghiari.