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Rinascimento italiano

Palazzo Davanzati, la casa fiorentina dove si entra nell'intimità di una famiglia di mercanti

Florence

Palazzo Davanzati, la casa fiorentina dove si entra nell'intimità di una famiglia di mercanti

A Firenze esistono palazzi che si ammirano dalla strada, facciate monumentali dietro le quali non si entra mai davvero. Palazzo Davanzati è di tutt'altra natura: è una casa. Varcandone la soglia non si visita soltanto un'architettura, si entra nella quotidianità di una famiglia fiorentina agiata, tra la fine del Medioevo e l'alba del Rinascimento. Stanze rivestite di affreschi, cassoni nuziali, stoviglie e utensili, un pozzo che serve ogni piano: qui tutto racconta come si abitava, si riceveva e ci si proteggeva nella città dei Medici. Non una chiesa illustre né un capolavoro unico, ma qualcosa di più raro: una macchina per risalire il tempo domestico, oggi divenuta il Museo della Casa Fiorentina Antica.

Una casa-torre di mercanti fiorentini

Il palazzo fu edificato verso la metà del XIV secolo per la famiglia Davizzi, mercanti prosperi che appartenevano al mondo degli affari fiorentini allora in pieno slancio. L'edificio illustra alla perfezione un tipo architettonico di passaggio: la casa-torre patrizia, a metà strada tra la torre difensiva medievale e il palazzo di rappresentanza rinascimentale. Vi si legge ancora la verticalità ereditata dalle torri del Medioevo, ma temperata, addomesticata, rivolta al comfort e alla vita familiare più che alla sola difesa.

L'organizzazione degli spazi ne è la prova. Al piano terra un ambiente di servizio e di commercio si apre sulla via; sopra si impilano i piani nobili, dove si viveva. Il cuore del sistema è un cortile interno, stretto e alto, un vero pozzo di luce attorno al quale si articola la circolazione. Di lì parte una scala che sale di piano in piano, collegando i livelli come le vertebre di una stessa colonna. In cima, una loggia corona l'edificio: questo spazio aperto, aggiunto o sistemato in un secondo tempo, faceva da area domestica all'aria aperta, al riparo dagli sguardi della strada.

Il raffinamento più notevole è però altrove, quasi invisibile: un pozzo privato che serviva tutti i piani grazie a un sistema di carrucola. Disporre della propria acqua in casa, senza dipendere dalle fontane pubbliche né dai portatori, costituiva nel Trecento un lusso considerevole e un segno manifesto di agiatezza. Questo dettaglio, più di una facciata, dice lo status di chi vi abitava.

Più tardi la dimora passò alla famiglia Davanzati, di cui porta oggi il nome e le cui armi si ritrovano sull'edificio. Questo avvicendarsi di proprietari, frequente nella storia dei palazzi fiorentini, non ha cancellato la memoria dei Davizzi: l'edificio conserva la traccia sovrapposta di quelle famiglie mercantili che fecero la fortuna e il volto della città. (Il dettaglio preciso della cronologia e dei passaggi di proprietà resta da confermare; vedi aVerifier.)

Il museo della casa fiorentina antica

Divenuto il Museo della Casa Fiorentina Antica, Palazzo Davanzati non è un museo d'arte come gli altri. La sua vocazione è ricostruire e far comprendere l'arte del vivere domestico fiorentino, dal Medioevo al Rinascimento. Qui non si appendono quadri su pareti neutre: si riarredano le stanze, si ricompone l'atmosfera di una dimora abitata.

Il percorso dispiega così un ricco insieme di oggetti d'uso quotidiano e di apparato. Il mobilio ha un posto centrale: letti, sedie, tavoli, credenze, mobili contenitori che scandivano la vita degli ambienti. Tra essi spiccano i cassoni, quelle grandi casse nuziali spesso dipinte e decorate, nelle quali la sposa portava il proprio corredo e che raffiguravano, con le loro immagini, l'alleanza tra due famiglie. Arazzi e drappeggi rivestivano le pareti, insieme per ornamento e per riparo dal freddo. Ceramiche, maioliche, stoviglie, utensili da cucina e oggetti da toeletta completano il quadro di una domesticità curata.

L'interesse del luogo è dunque tanto etnografico quanto artistico. Vi si apprende come si scaldava, ci si illuminava, ci si nutriva e ci si vestiva in una famiglia agiata; come si organizzavano gli spazi tra rappresentanza e intimità; come il comfort materiale progrediva mentre il Rinascimento trasformava le mentalità. Il visitatore non contempla capolavori isolati, attraversa un modo di vivere. È questa immersione, questo spessore del quotidiano restituito, a fare la singolarità e il valore di Palazzo Davanzati nel fitto panorama museale fiorentino.

La Sala dei Pappagalli e la decorazione dipinta

Il gioiello del palazzo sono le sue pareti. Diverse stanze conservano infatti una decorazione dipinta di grande eloquenza, che trasforma le pareti nude in superfici vive. La più celebre è la Sala dei Pappagalli. I suoi muri sono dipinti a trompe-l'œil per imitare sontuosi tessuti: si crede di vedere stoffe sospese, drappeggi colorati che corrono lungo le pareti, mentre tutto non è che illusione pittorica. Questa scelta è rivelatrice di un'epoca in cui la pittura murale poteva supplire, a minor costo o a complemento, ai veri arazzi. Un fregio superiore svolge un motivo di alberi e uccelli, tra cui i pappagalli che hanno dato il nome alla sala, conferendo all'insieme una nota insieme preziosa e viva.

Altre stanze prolungano quest'arte della decorazione dipinta, in particolare camere ornate di affreschi narrativi. Una di esse evoca la storia della «Castellana di Vergy», racconto cortese medievale messo in immagini sulle pareti della camera. Questi cicli dipinti non sono soltanto ornamentali: diffondevano nello spazio intimo storie morali, cortesi o esemplari, di cui gli abitanti si circondavano ogni giorno. Testimoniano anche il gusto fiorentino per una decorazione totale, in cui ogni superficie diventa supporto di senso e di piacere visivo.

Così Palazzo Davanzati offre una lezione rara: quella di un'arte domestica in cui l'illusione dipinta, il comfort materiale e il racconto per immagini si combinano per comporre, attorno alla famiglia, una cornice al tempo stesso protettiva e sontuosa.

Cosa vedere assolutamente

  • Il cortile interno stretto e la scala che collega i piani, cuore circolatorio della casa-torre.
  • Il pozzo privato che serviva tutti i livelli, lusso tecnico e simbolo di agiatezza nel Trecento.
  • La Sala dei Pappagalli, con le pareti a trompe-l'œil che imitano tessuti e il fregio di alberi e pappagalli.
  • La camera ornata dal ciclo della «Castellana di Vergy» e le altre decorazioni dipinte narrative.
  • I cassoni (casse nuziali), gli arazzi, le ceramiche e gli oggetti quotidiani che ricompongono l'arte del vivere fiorentina.

Informazioni pratiche

Palazzo Davanzati si trova nel cuore del centro storico di Firenze, iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO (Centro storico di Firenze, 1982), a breve distanza dai grandi poli turistici della città. Il museo è gestito nell'ambito delle istituzioni museali pubbliche fiorentine. Gli orari di apertura, i giorni di chiusura e le modalità di visita (alcuni piani o sale possono essere soggetti a condizioni particolari di accesso) sono soggetti a variazioni: si consiglia vivamente di verificare le informazioni aggiornate presso le fonti ufficiali prima di recarsi sul posto. (Vedi aVerifier.)

Quiz

  1. Quale comfort raro, segno di agiatezza, offriva Palazzo Davanzati ai suoi abitanti? Un pozzo privato che serviva tutti i piani della casa.
  2. Che cosa raffigurano in realtà le decorazioni dipinte della Sala dei Pappagalli? Tessuti imitati a trompe-l'œil, accompagnati da un fregio di alberi e pappagalli.
  3. A quale tipo architettonico fiorentino, tra torre medievale e palazzo rinascimentale, appartiene l'edificio? La casa-torre patrizia.