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Rinascimento italiano

Palazzo della Cancelleria

Rome

Palazzo della Cancelleria

Costruito tra il 1489 e il 1513 nei pressi di Campo de' Fiori, il Palazzo della Cancelleria è considerato il primo palazzo romano concepito per intero secondo i principi del Rinascimento. La sua lunga facciata dorata, scandita da un bugnato piatto e da un ordine di sottili lesene, il cortile a doppio ordine di logge sovrapposte rette da colonne di granito antico ne fanno uno dei manifesti più limpidi dell'architettura romana a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. A lungo sede della Cancelleria apostolica, l'edificio è ancora oggi una proprietà extraterritoriale della Santa Sede nel cuore di Roma.

La committenza del cardinale Riario

Il palazzo nacque dall'ambizione di un giovanissimo principe della Chiesa: Raffaele Riario (1461-1521), pronipote di papa Sisto IV e creato cardinale a soli sedici anni. Camerlengo, ricchissimo e grande appassionato di antichità, Riario volle dotarsi di una residenza all'altezza del proprio rango e della propria passione per la cultura classica. La tradizione racconta, senza che l'aneddoto sia accertato, che egli avrebbe finanziato parte del cantiere grazie a una fortunata notte di gioco vinta ai danni di Franceschetto Cybo, figlio di papa Innocenzo VIII. I lavori presero avvio intorno al 1489 e si protrassero, con interruzioni, fino al 1513 circa.

Riario fece innalzare il proprio palazzo a ridosso dell'antica basilica di San Lorenzo in Damaso, che sarebbe stata poi inglobata nella nuova fabbrica. Fu anche protettore delle lettere e delle arti: proprio a lui si deve, nel 1496, la chiamata a Roma di un giovane scultore fiorentino di nome Michelangelo, in seguito alla celebre vicenda del Cupido spacciato per «antico». Il suo gusto per la statuaria romana e la sua ambizione di mecenate spiegano in parte la sobrietà dotta del palazzo, pensato come uno scrigno all'antica. Coinvolto più tardi nella congiura del 1517 contro il papa mediceo Leone X, Riario dovette cedere l'edificio al papato, che vi insediò la Cancelleria apostolica di cui il palazzo conserva tuttora il nome.

Il cortile e la questione dell'attribuzione a Bramante

L'architetto del palazzo resta una delle grandi incognite della storia dell'arte romana. La tradizione più antica attribuisce l'intero complesso, e soprattutto il magnifico cortile ad arcate, a Donato Bramante. L'ipotesi, per quanto suggestiva, si scontra però con la cronologia: Bramante sembra giungere a Roma solo intorno al 1499-1500, quando il cantiere era già in fase avanzata. La critica moderna resta perciò prudente e l'attribuzione a Bramante è oggi ampiamente discussa, se non addirittura respinta per le parti più antiche.

Sono stati avanzati altri nomi, senza che alcuno raccolga il consenso degli studiosi. Si è proposto Andrea Bregno, scultore e architetto lombardo assai attivo a Roma, oppure un certo Antonio da Montecavallo, citato nei documenti del cantiere. È possibile che più maestri si siano succeduti, e che l'ideazione d'insieme debba tanto all'entourage erudito del cardinale quanto a un singolo architetto. Il cortile d'onore — uno dei capolavori dell'edificio — potrebbe, secondo alcuni, riflettere un intervento più tardo vicino alle idee bramantesche, ma nulla consente di stabilirlo con certezza.

Questo cortile si sviluppa su due piani di logge sovrapposte, sorrette da eleganti colonne di granito grigio, di reimpiego da monumenti antichi: la tradizione vuole che provengano in parte dal vicino teatro di Pompeo. Le proporzioni misurate, la scansione regolare delle arcate e la chiarezza dell'impianto testimoniano un'assimilazione profonda del linguaggio classico. All'esterno, la facciata, lunga quasi cento metri, presenta un bugnato piatto, quasi grafico, e due registri di lesene corinzie che inquadrano le finestre: un disegno di misura tutta romana, in cui l'ornamento cede il passo al ritmo e alla luce. Anche qui, senza prove, si è voluta talvolta riconoscere la mano di un progettista formatosi sull'antico.

San Lorenzo in Damaso e la Sala dei Cento Giorni

Il palazzo non è un semplice edificio civile: racchiude al proprio interno una chiesa di fondazione paleocristiana, San Lorenzo in Damaso. Attribuita in origine a papa Damaso I (IV secolo), questa basilica titolare fu ricostruita durante l'edificazione del palazzo e inglobata nella sua mole, caso raro di un antico luogo di culto assorbito da una residenza cardinalizia. Rimaneggiata a più riprese nel corso dei secoli, è ancora oggi una chiesa officiata, accessibile in modo autonomo rispetto al palazzo.

L'altro grande tesoro degli interni è la Sala dei Cento Giorni. Il nome deriverebbe dal termine — un centinaio di giorni — entro il quale Giorgio Vasari avrebbe portato a compimento, nel 1546, il suo vasto ciclo ad affresco per il cardinale Alessandro Farnese. Le pitture celebrano le imprese di papa Paolo III Farnese. Lo stesso Vasari, nei suoi scritti, riferisce il motto che gli avrebbe rivolto Michelangelo davanti all'opera: dipinta così in fretta, se ne risentiva la qualità — aneddoto da prendere per quello che è, una battuta tramandata dall'artista. Il ciclo resta comunque uno dei grandi insiemi manieristi romani, in cui Vasari dispiega architetture dipinte, allegorie e scene celebrative.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata sulla piazza della Cancelleria: bugnato piatto e doppio registro di lesene, uno dei disegni più sobri del Rinascimento romano.
  • Il cortile d'onore a doppio ordine di logge sovrapposte, retto da colonne di granito antico di reimpiego.
  • La Sala dei Cento Giorni e il suo ciclo ad affresco attribuito a Giorgio Vasari (1546).
  • La chiesa di San Lorenzo in Damaso, basilica di fondazione paleocristiana integrata nel palazzo.
  • L'intero volume urbano: quasi cento metri di facciata che raccordano palazzo e chiesa in un solo blocco.

Informazioni pratiche

Il Palazzo della Cancelleria si trova sulla piazza della Cancelleria, poco distante da Campo de' Fiori. Essendo una proprietà extraterritoriale della Santa Sede, è soggetto a un particolare regime di visita. Gli interni (il cortile, la Sala dei Cento Giorni) sono accessibili solo in parte, di norma nell'ambito di mostre temporanee o di visite organizzate; non sono aperti in permanenza come un museo ordinario. La chiesa di San Lorenzo in Damaso, invece, si visita autonomamente negli orari legati alle funzioni liturgiche. La facciata e l'affaccio sulla piazza restano liberamente ammirabili dall'esterno. Conviene informarsi sulle modalità e sui giorni di apertura prima di qualsiasi visita: sono soggetti a variazioni.

Quiz

  1. Chi commissionò il Palazzo della Cancelleria?
  • A. Papa Paolo III Farnese
  • B. Il cardinale Raffaele Riario
  • C. Donato Bramante
  1. Perché l'attribuzione del cortile a Bramante è discussa?
  • A. Perché Bramante non esercitava l'architettura
  • B. Perché Bramante sembra giunto a Roma solo intorno al 1499-1500, dopo l'avvio del cantiere
  • C. Perché il cortile non esiste più
  1. Chi decorò la Sala dei Cento Giorni intorno al 1546?
  • A. Giorgio Vasari
  • B. Michelangelo
  • C. Andrea Bregno