Sull'ampio Campo Santi Giovanni e Paolo, che i veneziani chiamano confidenzialmente San Zanipolo, si erge una delle sculture più ammirate del Rinascimento: il Monumento equestre al condottiero Bartolomeo Colleoni. Cavaliere e cavallo, fusi in bronzo e innalzati su un alto piedistallo, dominano la piazza e guardano verso la facciata a trompe-l'œil della Scuola Grande di San Marco. Pur affiancandosi alla grande chiesa domenicana dei Santi Giovanni e Paolo, si tratta qui di un monumento urbano a sé stante, un'opera all'aperto pensata per lo sguardo del passante e per la gloria di un uomo d'arme.
Un capolavoro della statuaria equestre
La statua equestre, ereditata dall'antichità romana e a lungo riservata agli imperatori, conosce nel Rinascimento una splendida rinascita. Il Colleoni ne rappresenta una delle vette. Il cavaliere vi è raffigurato ritto sulle staffe, il busto eretto, il bastone del comando in pugno, in una posa che esprime l'autorità e la tensione guerriera. Il cavallo, saldo su tre gambe e con un anteriore sollevato, sembra colto in pieno movimento. L'insieme trasmette un'impressione sorprendente di potenza contenuta, ottenuta con il gioco delle masse di bronzo, il modellato nervoso dell'anatomia equina e il contrasto tra il rigore del cavaliere e lo slancio della sua cavalcatura.
L'opera è tradizionalmente considerata la controparte e la rivale del Monumento equestre al Gattamelata, realizzato da Donatello a Padova qualche decennio prima. Là dove il Gattamelata apparirebbe intriso di una gravità più antica e più serena, il Colleoni esprimerebbe piuttosto l'impeto e l'orgoglio del comando. I due monumenti, situati entrambi in Veneto, vengono spesso presentati come le due tappe maggiori della scultura equestre monumentale del Quattrocento.
Verrocchio e Leopardi : due mani per un'opera
L'ideazione del monumento spetta ad Andrea del Verrocchio, scultore, orafo e pittore fiorentino, che fu tra l'altro il maestro di Leonardo da Vinci nella sua bottega. A lui si deve il modello della statua, elaborato, a quanto pare, nel corso degli anni 1480. Il Verrocchio morì tuttavia nel 1488, prima che il bronzo fosse fuso, lasciando l'impresa incompiuta.
La realizzazione materiale del bronzo e del piedistallo toccò allora ad Alessandro Leopardi, artista veneziano che avrebbe portato a termine la fusione e firmato il basamento. È a questo duplice lavoro, quello dell'ideazione da parte del Verrocchio e dell'esecuzione da parte del Leopardi, che si deve il monumento così come fu inaugurato nel 1496. Questa storia a quattro mani viene spesso ricordata per sottolineare che il Colleoni, come molte grandi opere del Rinascimento, fu il frutto di una bottega e di un passaggio di testimone tra artisti, non meno che di un solo genio.
L'astuzia di un lascito
L'esistenza stessa del monumento sarebbe dovuta a una manovra politica rimasta celebre. Bartolomeo Colleoni, capitano generale al servizio della Repubblica di Venezia, avrebbe lasciato una fortuna considerevole alla Serenissima, a condizione che gli si erigesse una statua « davanti a San Marco ». Con ciò il condottiero intendeva senza dubbio la Piazza San Marco, cuore simbolico di Venezia.
Ora, la Repubblica non ammetteva alcun monumento privato sulla sua piazza più sacra : innalzarvi la statua di un privato, per quanto grande capitano, avrebbe urtato l'ordine politico veneziano, geloso della propria uguaglianza tra patrizi e del primato dello Stato. Venezia avrebbe dunque aggirato il voto con un'interpretazione abile : la statua fu collocata non davanti alla basilica di San Marco, ma davanti alla Scuola Grande di San Marco, sul Campo Santi Giovanni e Paolo. La lettera del testamento risultava così rispettata, poiché il monumento sorgeva pur sempre « davanti a San Marco », salvaguardando al contempo l'integrità della piazza. Questo aneddoto, spesso raccontato, illustra a meraviglia il pragmatismo della diplomazia veneziana.
Cosa vedere assolutamente
- La posa del condottiero, ritto sulle staffe, busto teso e bastone del comando in pugno, che condenserebbe tutta l'idea di autorità militare.
- Il modellato del cavallo, saldo su tre gambe e con un anteriore sollevato, la cui anatomia nervosa traduce il movimento sospeso.
- L'alto piedistallo, attribuito ad Alessandro Leopardi, che pone il gruppo in maestà e lo distacca dal campo.
- Il dialogo del monumento con la facciata rinascimentale della Scuola Grande di San Marco, sullo sfondo.
- Il confronto con il Gattamelata di Donatello a Padova, per cogliere due visioni della statua equestre del Quattrocento.
Informazioni pratiche
Il monumento si erge sul Campo Santi Giovanni e Paolo (San Zanipolo), nel sestiere di Castello, a Venezia. Trattandosi di una scultura all'aperto collocata su una piazza pubblica, sarebbe liberamente e gratuitamente visibile a qualunque ora, senza biglietto né orario di apertura. Poiché la piazza è servita dai vaporetti e dalle calli del quartiere, l'accesso avverrebbe a piedi dai principali punti della città. Le modalità precise di accesso e le eventuali sistemazioni circostanti sarebbero da verificare sul posto o presso le fonti ufficiali.
Quiz
- Chi ideò il modello del Monumento equestre al Colleoni ?
- Donatello
- Andrea del Verrocchio
- Leonardo da Vinci
- Chi avrebbe realizzato la fusione in bronzo e firmato il piedistallo ?
- Alessandro Leopardi
- Andrea del Verrocchio
- Bartolomeo Colleoni
- Dove fu infine innalzato il monumento, al posto della Piazza San Marco desiderata ?
- Davanti alla basilica di San Marco
- Sul Campo Santi Giovanni e Paolo, davanti alla Scuola di San Marco
- A Padova, presso il Gattamelata

