Sotto il borgo di Trevi, aggrappato al suo promontorio di ulivi al di sopra della Valle Spoletana, si erge un santuario discreto il cui interno riserva una delle più belle sorprese pittoriche dell'Umbria. La Madonna delle Lacrime deve il proprio nome a un'immagine mariana che la devozione locale avrebbe visto piangere alla fine del XV secolo, evento che avrebbe suscitato l'edificazione di una chiesa votiva. Ciò che avrebbe potuto restare un modesto luogo di pietà è diventato, per la grazia di alcune commissioni ambiziose, un compendio della pittura rinascimentale umbra : vi si trovano fianco a fianco un'opera tarda del Perugino (Pietro Vannucci), datata 1521, e una grande composizione murale del suo allievo Lo Spagna (Giovanni di Pietro). Il linguaggio luminoso, misurato e soave forgiato a Perugia dispiega così le sue ultime fioriture, nella valle stessa in cui si era diffuso.
Il santuario e Trevi
Trevi occupa uno dei siti più spettacolari dell'Umbria : una piramide di case strette attorno al loro campanile, che domina un mare di ulivi reputati fra i più antichi d'Italia. Il santuario non si trova nel borgo alto ma sulla strada che vi sale, in disparte, come si conviene a una fondazione votiva nata da un culto popolare. La sua costruzione si collocherebbe a cavallo fra il XV e il XVI secolo, in quel periodo in cui le città umbre moltiplicano le chiese-reliquiario che custodiscono un'immagine miracolosa — si pensi a Santa Maria degli Angeli presso Assisi o alla Consolazione di Todi, coeva. L'edificio, di pianta semplice, si adorna di un portale rinascimentale scolpito il cui apparato di lesene, girali e medaglioni testimonia la cura riservata a questo santuario dalla comunità e dalle confraternite che lo mantenevano. La facciata sobria non lascia intuire nulla della ricchezza cromatica che attende il visitatore all'interno.
L'Adorazione dei Magi del Perugino (1521)
L'orgoglio del santuario è l'Adorazione dei Magi, detta anche EpifaniaoAdorazione dei Magi, che la tradizione attribuisce al Perugino e daterebbe al 1521. Il maestro umbro, allora anziano e prossimo alla fine della sua carriera — sarebbe morto nel 1523 —, vi riprende una formula che aveva più volte sperimentato : la Vergine seduta che presenta il Bambino, i re magi inginocchiati nei loro ricchi costumi, il corteo che si dispiega verso un paesaggio di dolci colline immerso in una luce argentea. Quest'opera tarda illustra a meraviglia ciò che la critica ha talvolta rimproverato al vecchio Perugino — la ripetizione di cartoni collaudati — ma anche ciò che ne fa la grandezza : una scienza compiuta della composizione equilibrata, volti di una dolcezza meditativa, un senso dello spazio atmosferico ereditato dalla sua giovinezza fiorentina. Per Trevi, possedere un Perugino dell'ultimo periodo, firmato dalla mano di un artista allora celebre in tutta l'Italia centrale, costituiva un titolo di prestigio considerevole.
Lo Spagna, allievo umbro
Il secondo gioiello è un grande affresco murale attribuito a Lo Spagna, al secolo Giovanni di Pietro, uno dei più dotati fra i discepoli umbri del Perugino. Il suo soprannome tradirebbe un'origine spagnola, ma fu in Umbria che svolse l'intera sua carriera, stabilendosi a Spoleto di cui divenne per così dire il pittore ufficiale. Attivo nel primo terzo del XVI secolo, Lo Spagna seppe fondere la soavità peruginesca con una nuova attenzione alle novità di Raffaello, anch'egli passato per la bottega di Perugia. La composizione di Trevi — una Deposizione, un'Incoronazione o una Vergine in maestà secondo le identificazioni proposte — rivela questa doppia filiazione : la misura e la limpidezza del maestro, temperate da una monumentalità e da una pienezza delle figure che devono alla generazione successiva. Collocare un Perugino e un Lo Spagna nel medesimo edificio equivaleva, per i committenti, a riunire il maestro e il suo migliore erede umbro.
La diffusione peruginesca
Il santuario di Trevi vale così ben oltre i suoi due dipinti : è un manuale vivente di ciò che fu la diffusione del linguaggio peruginesco nella Valle Spoletana. A partire da Perugia, lo stile del Vannucci — i suoi fondi azzurrini, le sue figure bilanciate, la sua pietà serena — si propagò in tutta l'Umbria grazie a una bottega prolifica e ad allievi che ne portarono la maniera di borgo in borgo. Lo Spagna, Eusebio da San Giorgio, Giovanni Battista Caporali e molti altri rilanciarono questa estetica fino agli anni Venti del Cinquecento e oltre, proprio mentre Roma e Firenze erano già passate al manierismo. Trevi offre il raro privilegio di vedere riuniti, in un solo luogo, il maestro nella sua ultima maniera e l'allievo che ne prolungò la lezione : un dialogo fra due generazioni di una stessa arte.
Portata
Il santuario della Madonna delle Lacrime riassume, alla scala di un modesto edificio votivo, un intero capitolo della storia dell'arte umbra. Coniuga una fondazione nata dalla devozione popolare, un'architettura rinascimentale curata, e soprattutto due opere maggiori che fanno dialogare il Perugino ormai anziano e il suo più fedele discepolo. Per l'appassionato, è l'occasione di misurare sul campo la persistenza e la trasmissione di uno stile, lontano dai grandi centri, nel cuore di un'Umbria che fu uno dei laboratori più originali del Rinascimento italiano.
Cosa vedere assolutamente
- L'Adorazione dei Magi del Perugino (1521), opera tarda del maestro umbro.
- Il grande affresco di Lo Spagna, miglior allievo umbro del Perugino.
- Il portale rinascimentale scolpito della facciata.
- Il confronto, unico, fra il maestro e il suo discepolo in un medesimo edificio.
- Il paesaggio peruginesco sullo sfondo dell'Adorazione, dalle colline argentee.
- Il sito stesso del santuario, che domina il mare di ulivi di Trevi.
Informazioni pratiche
Il santuario si trova sotto il borgo di Trevi, in Umbria, sull'asse che conduce alla città alta. Gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione e della vita liturgica ; è prudente informarsi presso l'ufficio turistico di Trevi o presso la parrocchia prima di ogni visita. L'accesso dal centro storico richiede di scendere dal borgo ; si avrà cura di rispettare il luogo di culto.
Quiz
Quale grande maestro umbro firmò l'Adorazione dei Magi del santuario, nel 1521 ? Il Perugino (Pietro Vannucci), in una delle sue opere tarde.
Quale allievo del Perugino realizzò il grande affresco conservato a Trevi ? Lo Spagna (Giovanni di Pietro), pittore legato a Spoleto.
In quale regione d'Italia si trova il santuario della Madonna delle Lacrime ? In Umbria, ai piedi del borgo di Trevi, nella Valle Spoletana.

