HitsMap

Rinascimento italiano

Hofburg di Bressanone (Palazzo Vescovile)

Bressanone

Hofburg di Bressanone (Palazzo Vescovile)

Nel cuore di Bressanone (Brixen), piccola città vescovile annidata nell'alta Valle Isarco, la Hofburg dispiega le sue ali attorno a un cortile chiuso che condensa più secoli di storia tirolese. A lungo fortezza e poi residenza di corte, questo palazzo fu la dimora dei principi-vescovi che esercitarono, dal Medioevo all'epoca napoleonica, un'autorità a un tempo spirituale e temporale su una porzione del Tirolo. Per l'amatore del Rinascimento, l'interesse si concentra sul cortile interno e sulla notevole serie di statue in terracotta collocate nelle sue logge, uno degli insiemi più ragguardevoli dell'Alto Adige — un decoro che occorre isolare accuratamente dagli strati medievale e barocco che lo circondano.

Bressanone, sede vescovile del Tirolo

Bressanone è una delle più antiche sedi vescovili delle Alpi orientali: il trasferimento della sede da Sabiona (Säben) risalirebbe intorno all'anno Mille, facendo della città un durevole polo religioso al crocevia dei mondi germanico e italiano. Situata sulla grande via che collega il passo del Brennero alla pianura padana, la città fu un punto di passaggio costante per mercanti, pellegrini e cortei imperiali. I vescovi vi cumularono assai presto il titolo di principe dell'Impero, il che spiega l'ampiezza della loro residenza: la Hofburg non è soltanto un palazzo vescovile, è la sede di un piccolo Stato ecclesiastico. Questa duplice natura — corte e vescovado — permea tutta l'architettura dei luoghi, mezza fortezza mezza dimora di rappresentanza, e conferisce alla città il suo singolare carattere di capitale in miniatura ai piedi delle Dolomiti.

La Hofburg e il suo cortile rinascimentale

Il nucleo del palazzo è medievale: la Hofburg nasce come opera fortificata, dotata di torri e cinte, a immagine dei castelli residenziali di cui si dotavano i signori ecclesiastici. È alla fine del XVI secolo che l'edificio conosce la sua metamorfosi più significativa per il nostro tema: la trasformazione di una fortezza in residenza di corte, aperta su un cortile interno scandito da logge sovrapposte. Questo dispositivo di arcate ordinate, questo gusto per lo spazio regolare e la circolazione a galleria, appartengono pienamente al linguaggio del tardo Rinascimento, così come si diffonde allora dall'Italia verso le terre alpine di lingua tedesca. Il cortile della Hofburg testimonia questo incontro: una grammatica italiana degli ordini e degli archi, messa al servizio di una corte d'Impero di lingua tedesca. Vi si legge il momento preciso in cui una piazzaforte diventa uno scenario di rappresentanza.

Le statue in terracotta

L'elemento più celebre del cortile è la sua serie di statue in terracotta, disposte nei registri delle logge. Questo insieme scultoreo, che si daterebbe alla fine del XVI secolo, è considerato uno dei programmi rinascimentali più notevoli dell'Alto Adige. La tradizione riconduce queste figure al nome di Hans Reichle, scultore del tardo Rinascimento attivo nell'area germanica e formatosi a contatto con la cultura italiana — un'attribuzione che conviene maneggiare con prudenza e tenere per probabile anziché accertata. La terracotta, materiale duttile e relativamente economico, permetteva di popolare un cortile di statue monumentali senza il costo del marmo: questa scelta tecnica ricollega Bressanone a una famiglia di opere norditaliane e transalpine dove l'argilla modellata serve a grandi cicli figurati. Allineate lungo le gallerie, queste figure animano lo spazio di una presenza ritmata che prolunga, in tre dimensioni, l'ordinamento architettonico delle arcate.

Gli strati medievale e barocco da distinguere

Visitare la Hofburg significa leggere un palinsesto. Sotto il cortile rinascimentale affiora il nucleo medievale, quello della fortezza vescovile primitiva, ancora leggibile in certe masse e disposizioni difensive. Al di sopra, e spesso al di sopra di esso, si estende lo strato barocco: nel XVIII secolo l'edificio conosce un profondo rimaneggiamento che ridistribuisce gli interni, moltiplica le sale di rappresentanza e impone il vocabolario decorativo allora trionfante. Importa non confondere questi strati: il fasto barocco degli appartamenti, la solennità delle infilate, la ricchezza degli stucchi appartengono a un secolo e a una sensibilità estranei al Rinascimento. È precisamente il valore documentario del luogo l'offrire, in uno stesso corpo di fabbrica, questi tre momenti giustapposti — il difensivo medievale, l'ordinamento rinascimentale del cortile, l'ampiezza teatrale del barocco.

Il Museo Diocesano

Dal XX secolo la Hofburg ospita il Museo Diocesano (Hofburg / Diözesanmuseum), che conserva il tesoro e l'arte sacra del vescovado, nonché un celebre insieme di presepi rinomato al di là delle Alpi. Secondo il principio per cui «un palazzo divenuto museo resta un palazzo», la destinazione museale non muta la natura del monumento: la categoria rimane quella del palazzo dei principi-vescovi. Il museo offre nondimeno il vantaggio di rendere accessibili al pubblico gli spazi storici stessi, il cortile e le sue logge in primo luogo, facendo della visita un percorso a doppia lettura — quella delle collezioni e quella del costruito.

Rilievo

La Hofburg di Bressanone non ha l'irradiazione delle grandi residenze principesche italiane, ma occupa un posto di rilievo nella storia del Rinascimento alpino. Il suo cortile e le sue statue in terracotta figurano tra i rari insiemi di questo tipo in Alto Adige, in un punto di contatto dove il linguaggio italiano delle forme incontra una committenza d'Impero di lingua tedesca. Il monumento vale anche come documento della lunga durata: pochi palazzi lasciano leggere così chiaramente la sovrapposizione del medievale, del rinascimentale e del barocco. A questo duplice titolo — crocevia culturale e stratificazione visibile —, la Hofburg merita l'attenzione di chi voglia comprendere come il Rinascimento abbia varcato le Alpi.

Cosa vedere assolutamente

  • Il cortile interno e le sue logge sovrapposte, cuore del dispositivo rinascimentale.
  • La serie di statue in terracotta disposte nelle gallerie, attribuite a Hans Reichle.
  • Le tracce del nucleo medievale leggibili nelle masse e nelle disposizioni difensive.
  • Gli appartamenti e le sale di rappresentanza barocche del rimaneggiamento del XVIII secolo, da distinguere nettamente.
  • L'insieme di presepi del Museo Diocesano, rinomato al di là delle Alpi.
  • La sagoma del palazzo nel tessuto di Bressanone, capitale vescovile ai piedi delle Dolomiti.

Informazioni pratiche

La Hofburg ospita oggi il Museo Diocesano di Bressanone: l'accesso agli spazi storici avviene di norma nell'ambito della visita del museo. Gli orari e le condizioni di apertura variano secondo le stagioni — il periodo dei presepi, intorno a Natale, conosce un regime particolare — ed è prudente verificare le informazioni aggiornate presso l'istituzione prima di ogni spostamento. Nessuna tariffa né orario è indicato qui in mancanza di fonte certa. Bressanone è agevolmente raggiungibile dall'asse del Brennero; il centro storico, in gran parte pedonale, si percorre a piedi.

Quiz

1. Quale materiale caratterizza la celebre serie di statue del cortile della Hofburg ? La terracotta — il marmo — il bronzo

2. A quale scultore la tradizione riconduce queste statue (attribuzione da confermare) ? Hans Reichle — Andrea Palladio — Benvenuto Cellini

3. Che cosa diventa la Hofburg in epoca barocca, nel XVIII secolo ? Viene profondamente rimaneggiata — viene rasa al suolo — resta immutata dal Medioevo