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Rinascimento italiano

La Fortezza da Basso: la cittadella che suggellò il potere dei Medici

Florence

La Fortezza da Basso: la cittadella che suggellò il potere dei Medici

Massiccia, spigolosa, piantata al margine settentrionale della città vecchia, la Fortezza da Basso non ha nulla della grazia dei palazzi fiorentini. Le sue mura di laterizio e pietra, tagliate a punte e a scarpa, parlano un'altra lingua: quella della guerra nell'età del cannone. Costruita fra il 1534 e il 1537, questa cittadella pentagonale è uno dei monumenti più inquietanti di Firenze, perché non fu concepita per proteggere i fiorentini, ma per tenerli a bada. Segna il momento in cui la Repubblica, dopo secoli di orgoglio civico, si cancella definitivamente davanti al ducato dei Medici.

Una cittadella per dominare la città

Per capire la Fortezza da Basso bisogna risalire all'assedio di Firenze del 1529-1530. Cacciati ancora una volta, i Medici tornano con la forza, sostenuti dall'imperatore Carlo V e dal papa mediceo Clemente VII. La Repubblica, che si era brevemente ricostituita, capitola dopo un lungo blocco. Il ritorno al potere della famiglia non avviene quindi nell'esultanza, ma nella diffidenza: Firenze è una città ribelle, ricca di fazioni, la cui memoria repubblicana resta viva.

È in questo clima che Alessandro de' Medici, nominato primo duca di Firenze, decide di erigere una fortezza all'interno stesso della cinta urbana. Il calcolo è politico non meno che militare. Una cittadella collocata in città serve anzitutto a sorvegliare la popolazione, a offrire un rifugio armato al principe in caso di sollevazione, e a imporre, con la sola sua mole, l'idea che il potere non si discute più. La fortezza fu dunque percepita, fin dall'origine, come simbolo della fine delle libertà repubblicane fiorentine: un pugno di mattoni posato sulla città.

Il nome ufficiale del monumento è Fortezza di San Giovanni Battista, in omaggio al santo patrono di Firenze. Ma l'uso ha fissato l'appellativo « da Basso », cioè « di sotto », in contrapposizione alle posizioni fortificate situate sulle alture della città, dalla parte del colle del Belvedere. Questa differenza di quota, quasi aneddotica, dice però l'essenziale: la Fortezza da Basso sorveglia la pianura urbana, il più vicino possibile agli abitanti.

L'architettura bastionata del Sangallo

La progettazione dell'opera è affidata ad Antonio da Sangallo il Giovane, uno dei grandi ingegneri militari del suo tempo, discendente di una famiglia di architetti che aveva già molto lavorato per il papato e per i Medici. Con lui la fortezza adotta i princìpi più avanzati della fortificazione rinascimentale, quella che verrà chiamata la « traccia italiana »: una fortificazione « alla moderna », pensata non più contro scale e arieti, ma contro l'artiglieria a polvere.

L'impianto è pentagonale e bastionato. Agli angoli si ergono i bastioni, quelle opere a forma di punta di freccia che sostituiscono le torri rotonde del Medioevo. La loro geometria non ha nulla di gratuito: ogni faccia di bastione può essere battuta dal tiro dei bastioni vicini, così che nessun assalitore può avvicinarsi al piede delle mura senza essere preso di fianco. Le muraglie, spesse e inclinate a scarpa, sono concepite per incassare le palle e per portare esse stesse pezzi d'artiglieria. Si passa così da un'architettura dell'altezza, quella dei castelli medievali, a un'architettura dello spessore e dell'angolo.

Al cuore del dispositivo si leva un grande torrione-bastione, il Mastio, opera massiccia che domina l'insieme e costituisce l'ultimo ridotto difensivo. Sui paramenti l'apparecchio alterna il laterizio e la pietra da taglio, con quel gioco di bugnati e di piani obliqui che conferisce alla Fortezza il suo aspetto insieme sobrio e temibile. L'insieme illustra alla perfezione il momento in cui l'arte del costruire si mette al servizio della balistica, senza per questo rinunciare a una certa monumentalità al servizio del prestigio ducale.

Dalla fortezza al centro congressi

Passata l'epoca dei Medici, la Fortezza da Basso conserva a lungo una funzione militare e di guarnigione, prima di perdere a poco a poco il suo ruolo difensivo man mano che l'artiglieria e l'arte della guerra si evolvevano. Le grandi muraglie, per un certo tempo giudicate ingombranti in una città in espansione, sono state tuttavia preservate, e la cinta ha attraversato i secoli senza essere rasa al suolo.

Nel Novecento il vasto spazio interno della fortezza è stato riconvertito in luogo di esposizione e di incontri. Vi sono stati eretti padiglioni moderni destinati a fiere e saloni; all'architetto fiorentino Giovanni Michelucci, figura maggiore del Novecento italiano, è associata questa fase di riassetto (aVerifier: natura esatta e datazione del suo intervento). Oggi la Fortezza da Basso è uno dei principali centri congressi ed espositivi di Firenze: accoglie in particolare le manifestazioni di moda organizzate da Pitti Immagine, che hanno fatto di questo luogo militare un appuntamento internazionale del tessile e dell'abbigliamento.

Il contrasto è impressionante. Là dove si erano innalzati bastioni per domare una città, si accalcano ormai compratori, creatori e visitatori venuti da ogni parte del mondo. La fortezza, concepita per separare il potere dalla popolazione, è diventata uno spazio pubblico di scambi. Questa riappropriazione illustra bene il destino di molte architetture militari del Rinascimento: private della loro funzione bellica, sopravvivono trasformandosi, pur conservando intatta la memoria della propria origine.

Cosa vedere assolutamente

  • Il tracciato pentagonale e i bastioni d'angolo: il migliore esempio a Firenze di fortificazione « alla moderna » concepita contro l'artiglieria.
  • Il Mastio, grande torrione-bastione che domina l'insieme e concentra la potenza difensiva dell'opera.
  • L'apparecchio delle muraglie, che alterna laterizio e pietra, con i muri a scarpa pensati per incassare i colpi di cannone.
  • Il contrasto fra l'involucro militare del Cinquecento e i padiglioni espositivi moderni ricavati all'interno.
  • La collocazione urbana del monumento, al margine settentrionale del centro storico, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella.

Informazioni pratiche

La Fortezza da Basso funziona oggi come centro congressi ed espositivo: l'accesso agli interni dipende dai saloni e dalle manifestazioni in programma, e non è quello di un museo a visita libera permanente. Gli spazi circostanti e la cinta muraria si scoprono facilmente durante una passeggiata, dato che il monumento si trova a pochi minuti dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella. Orari, tariffe e condizioni di accesso agli eventi: fare riferimento al programma ufficiale della sede (aVerifier).

Quiz

  1. Chi ha progettato la Fortezza da Basso? Antonio da Sangallo il Giovane / Filippo Brunelleschi / Leon Battista Alberti
  2. Per quale motivo principale fu costruita la fortezza? Consolidare il controllo dei Medici sulla città / Proteggere un porto / Ospitare una cattedrale
  3. Qual è l'uso principale del monumento oggi? Centro congressi ed espositivo / Prigione / Residenza reale