Davanti all'imponente facciata di Palazzo Farnese, due fontane identiche si fronteggiano ai due lati della piazza. Si notano innanzitutto per le loro vasche fuori misura: vasti bacini di granito grigio-rosato che non furono scolpiti per questa piazza, ma riutilizzati. Questi bacini antichi, l'assemblaggio a fontana che li sormonta e il giglio araldico dei Farnese che li corona raccontano, sovrapposte, epoche diverse. La scheda assume questa stratificazione: il monumento come lo si vede oggi si colloca allo snodo tra Rinascimento morente e primo barocco romano, e occorre non confondere l'antichità dei bacini con la data della loro trasformazione in fontana.
Piazza Farnese e Palazzo Farnese
Piazza Farnese si apre nel rione Regola, a pochi passi da Campo de' Fiori, come un avancorpo monumentale a Palazzo Farnese. Questo palazzo, uno dei più vasti della Roma rinascimentale, fu commissionato dal cardinale Alessandro Farnese — il futuro papa Paolo III — e il suo cantiere impegnò successivamente alcuni tra i maggiori architetti del Cinquecento, tra cui Antonio da Sangallo il Giovane e poi Michelangelo per il cornicione e parte del cortile. La piazza stessa fu allestita come uno spazio solenne davanti all'edificio, una sorta di sagrato privato della potente famiglia.
È in questo contesto, quello dell'affermazione dinastica dei Farnese nel cuore di Roma, che si inseriscono le due fontane. Non sono un semplice ornamento urbano: prolungano, sullo spazio pubblico, l'emblematica della famiglia, e firmano la piazza con il suo nome. Il giglio che le sormonta è lo stemma parlante dei Farnese, che si ritrova sul palazzo come sulla piazza.
I bacini di granito egiziano delle Terme di Caracalla
L'elemento più spettacolare — e il meglio documentato — di ciascuna fontana è la sua grande vasca monolitica di granito. Secondo la tradizione costantemente ripresa, questi due enormi bacini proverrebbero dalle Terme di Caracalla, uno dei più vasti complessi termali della Roma antica, situato a sud della città. Il granito, scuro e venato, vi avrebbe servito da vasca nelle sale termali prima di essere, secoli più tardi, trasportato fino alla piazza e riutilizzato.
Questo reimpiego di pezzi antichi (spolia) è un gesto caratteristico della Roma moderna, dove le grandi famiglie facevano a gara per catturare il prestigio dell'Antichità. Collocare sotto le proprie finestre bacini imperiali significava ostentare al tempo stesso la propria ricchezza — il trasporto e la messa in opera di simili monoliti erano un'impresa — e una filiazione simbolica con la Roma degli imperatori. I bacini sono dunque antichi; sono le vasche superiori, i balaustri e l'intero dispositivo idraulico a risalire, invece, all'epoca moderna.
L'assemblaggio in fontane sotto i Farnese e il giglio araldico
Le grandi vasche di granito avrebbero dapprima ornato la piazza allo stato di semplici bacini, prima di essere trasformate in vere e proprie fontane quando l'acqua vi poté essere condotta. Il loro assemblaggio definitivo — piedistallo, vasca superiore da cui l'acqua ricade, coronamento con il giglio — sarebbe dovuto, secondo l'attribuzione tradizionalmente accolta, a Girolamo Rainaldi, intorno al 1626. È questo assemblaggio a conferire alle due fontane la loro sagoma simmetrica e la loro unità.
La sommità di ciascuna fontana reca il giglio araldico dei Farnese, che trasforma un dispositivo d'acqua in un manifesto dinastico. La prudenza s'impone tuttavia sull'attribuzione: il nome di Rainaldi è quello che la tradizione avanza più spesso, ma altri intervenuti possono aver concorso all'allestimento dei diversi strati, e sarebbe imprudente ricondurre l'insieme senza riserve a un solo autore. Si eviterà in particolare di attribuire d'ufficio queste fontane a Giacomo della Porta, cui si devono tante altre fontane romane: nulla autorizza a farlo qui con certezza.
La questione della datazione Rinascimento/barocco, posta con onestà
Occorre annoverare queste fontane tra i monumenti del Rinascimento? La risposta onesta è: solo in parte. Vanno distinti tre strati. Anzitutto i bacini di granito, antichi, senza rapporto cronologico con il Rinascimento. Poi la commissione e il contesto farnesiano, pienamente rinascimentali nello spirito e nell'ambizione dinastica — ed è ciò che dà alla scheda la sua legittimità in un atlante del Rinascimento italiano. Infine l'assemblaggio in fontane vero e proprio, che risalirebbe agli inizi del Seicento e appartiene già al vocabolario del primo barocco romano.
Il monumento come lo si vede oggi si colloca dunque allo snodo: erede di un programma familiare avviato nel Rinascimento, ma plasmato in una data in cui Roma stava scivolando nel barocco. Questa sfumatura non indebolisce l'interesse delle fontane; ne fa anzi un buon esempio del modo in cui una piazza si compone per sedimentazione, su più generazioni, riutilizzando il passato antico al servizio di un presente dinastico.
Cosa vedere assolutamente
- Le due vasche monolitiche di granito: la loro dimensione, il colore scuro venato e la levigatezza della pietra antica, senza equivalenti tra le fontane ornamentali comuni.
- La perfetta simmetria delle due fontane ai due lati della piazza, che incorniciano la facciata di Palazzo Farnese come una scenografia teatrale.
- Il giglio araldico dei Farnese in cima a ciascuna fontana: il dettaglio che firma la piazza e collega l'acqua allo stemma della famiglia.
- Il dialogo tra la fontana, la piazza e l'imponente facciata del palazzo, da osservare arretrando verso Campo de' Fiori.
Informazioni pratiche
- Accesso: le fontane si trovano in Piazza Farnese, piazza pubblica ad accesso libero e permanente, a pochi minuti a piedi da Campo de' Fiori (rione Regola). Si ammirano dall'esterno, senza biglietto né orari.
- Palazzo Farnese, che chiude la piazza, ospita oggi l'ambasciata di Francia in Italia: la sua visita interna è soggetta a condizioni particolari e indipendenti dalle fontane. Informarsi in anticipo se si desidera visitarlo; le fontane, invece, restano visibili in ogni momento.
- Da abbinare a una passeggiata nel quartiere (Campo de' Fiori, Via Giulia) per cogliere la piazza nel suo tessuto urbano.
(Informazioni pratiche fornite a titolo indicativo; verificare sul posto eventuali restrizioni puntuali.)
Quiz
- Da dove proverrebbero, secondo la tradizione, le grandi vasche di granito delle fontane?
- Dalle Terme di Caracalla, nella Roma antica
- Da cave aperte nel Seicento per la piazza
- Dal Colosseo
- Quale emblema araldico corona ciascuna fontana?
- Il giglio dei Farnese
- L'ape dei Barberini
- L'aquila imperiale
- Come collocare queste fontane nella storia dell'arte?
- Allo snodo Rinascimento/barocco: bacini antichi riutilizzati, contesto farnesiano, assemblaggio degli inizi del Seicento
- Un puro monumento gotico
- Una creazione interamente contemporanea

