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Rinascimento italiano

Cattedrale di San Giovanni Battista (Torino)

Turin

Cattedrale di San Giovanni Battista (Torino)

Isolata nel cuore di una città destinata a diventare una delle capitali del barocco europeo, la cattedrale di Torino dedicata a san Giovanni Battista resta il solo grande edificio rinascimentale della città piemontese. Innalzata tra il 1491 e il 1498 su progetto di Meo del Caprino, architetto giunto dalla Toscana, essa importa in terra subalpina la chiarezza e la misura del Rinascimento fiorentino. È qui che sarà più tardi conservata la Santa Sindone, in una cappella che appartiene invece a tutt'altro secolo e a tutt'altro linguaggio: la Cappella della Sacra Sindone è un'opera barocca di Guarino Guarini, da non confondere con la cattedrale rinascimentale che la accoglie.

Torino prima del barocco: una città medievale

Difficile, percorrendo oggi le vaste piazze e i lunghi portici di Torino, immaginare la città modesta e raccolta che essa era ancora alla fine del Quattrocento. Prima di divenire la capitale dei duchi e poi dei re di Savoia, prima dei grandi cantieri barocchi di Guarini, di Juvarra e del dispiegarsi delle prospettive urbane, Torino restava una città di dimensioni medievali, erede del suo impianto romano ma priva dello splendore monumentale che avrebbe acquisito in seguito. Su questo sfondo ancora gotico e discreto, l'arrivo di un linguaggio architettonico proveniente da Firenze costituiva un evento: il Rinascimento, nato nella Toscana dei Medici, penetrava solo lentamente nelle corti e nei cantieri del nord-ovest della penisola. È questo contrasto — una città promessa allo splendore barocco, dotata alle soglie della modernità di un unico monumento rinascimentale — a conferire alla cattedrale la sua singolarità.

Meo del Caprino e il cardinale della Rovere

Il cantiere deve la propria esistenza a un mecenate ecclesiastico di alto rango, il cardinale Domenico della Rovere, membro di una famiglia ligure-piemontese che il pontificato rese potente. Amatore d'arte formatosi nel clima romano del tardo Quattrocento, egli volle dotare Torino di una cattedrale all'altezza dei nuovi gusti e si rivolse a un artefice educato nella tradizione toscana: Meo del Caprino, il cui nome per esteso è Amedeo di Francesco da Settignano. Originario dei dintorni di Firenze — Settignano, quel borgo di scalpellini che vide passare tanti scultori e architetti toscani —, Meo del Caprino aveva lavorato a Roma prima di portare al nord la propria maestria. Tra il 1491 e il 1498 diresse l'edificazione della chiesa, trapiantando in Piemonte i principi di un'architettura chiara, ordinata, attenta alle proporzioni, quale Firenze l'aveva elaborata lungo l'intero secolo. Raro gesto di Rinascimento importato, la cattedrale testimonia la circolazione degli artisti toscani al di fuori della loro terra d'origine.

L'architettura rinascimentale della cattedrale

La facciata si distingue per il suo rivestimento di marmo bianco, animato da tre portali e scandito secondo una composizione di spirito rinascimentale, in cui si ritrova il gusto toscano per la sobrietà e la leggibilità dei volumi. Lontano dalle esuberanze che segneranno il barocco torinese, l'edificio coltiva una compostezza tutta fiorentina, una geometria serena che privilegia l'equilibrio sull'ornamento. Poco distante si erge il campanile, le cui parti più antiche sarebbero anteriori al cantiere di Meo del Caprino e che fu in seguito completato. L'insieme, senza rivaleggiare con le grandi cattedrali della penisola, vale soprattutto per ciò che rappresenta: una tappa rinascimentale rara, quasi solitaria, piantata in una città che assumerà ben presto un volto del tutto diverso. All'interno, la navata e le navate laterali declinano questo stesso vocabolario misurato, la cui lettura resta tuttavia alterata dagli interventi e dagli arricchimenti dei secoli successivi.

Una precisazione: la Santa Sindone e la cappella di Guarini (barocca)

È qui che s'impone una precisazione, poiché la fama mondiale del Duomo si deve a un oggetto che nulla ha a che vedere con la sua architettura rinascimentale. La cattedrale custodisce infatti la Santa Sindone, lungo lenzuolo di lino che la tradizione cristiana venera come il telo che avvolse il corpo di Cristo nel sepolcro. Conviene parlarne con prudenza: oggetto di devozione e di pellegrinaggio, reliquia il cui culto si fissò a Torino dopo il suo trasferimento a opera della casa Savoia, la Sindone appartiene alla fede e alla pietà, e non alla storia dell'arte rinascimentale; la sua autenticità è oggetto di dibattiti che questa scheda non può dirimere. Quanto allo scrigno che le fu destinato, la celebre Cappella della Sacra Sindone, occorre ricondurlo senza esitazione al barocco: concepita nel XVII secolo da Guarino Guarini, sacerdote teatino e matematico di genio, questa cappella dalla stupefacente cupola traforata figura tra i vertici dell'architettura barocca europea. Essa è dunque posteriore di quasi due secoli alla cattedrale di Meo del Caprino, e procede da tutt'altra estetica: là dove il Rinascimento ricercava la misura, Guarini fa vibrare la geometria fino alla vertigine. Cattedrale rinascimentale e cappella barocca convivono, ma non si confondono.

Portata

La cattedrale di Torino vale meno per la sua monumentalità che per il suo statuto di testimone. Essa attesta, allo snodo tra XV e XVI secolo, la diffusione verso il nord-ovest della penisola di un Rinascimento nato in Toscana, portato da un architetto di Settignano e da un cardinale appassionato delle novità. Isolata in una città ancora medievale, prefigura da lontano l'ambizione monumentale che Torino dispiegherà sotto i Savoia — ma in tutt'altro registro. Il contrasto è impressionante: attorno a questa unica tappa rinascimentale verranno a ordinarsi, nei secoli successivi, le piazze, i palazzi e le cupole della grande Torino barocca. Comprendere il Duomo significa dunque cogliere un istante raro in cui la lezione fiorentina varca gli Appennini, prima che la città trovi la propria voce nell'esuberanza del Seicento.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata rinascimentale in marmo bianco, con i suoi tre portali e la sua composizione di spirito toscano.
  • Il campanile attiguo, le cui parti antiche precederebbero il cantiere di Meo del Caprino.
  • L'opera stessa di Meo del Caprino: la navata e l'ordinamento interno, tappa rinascimentale in terra piemontese.
  • La precisazione sulla Santa Sindone, oggetto di devozione e di pellegrinaggio, da affrontare come reliquia e tradizione.
  • La Cappella della Sacra Sindone di Guarino Guarini, capolavoro barocco del XVII secolo, nettamente distinto dalla cattedrale.
  • Il contrasto, unico a Torino, tra questa tappa rinascimentale e la città barocca che la circonda.

Informazioni pratiche

La cattedrale sorge nel cuore di Torino, in Piemonte, a pochi passi dai resti romani e dal Palazzo Reale. È anzitutto un luogo di culto: l'accesso e le visite si regolano sulle funzioni religiose, i cui orari vanno verificati presso le fonti ufficiali della diocesi e della cattedrale. La Santa Sindone, dal canto suo, viene presentata al pubblico (ostensione) soltanto in occasioni eccezionali e rare, decise dalle autorità religiose; al di fuori di questi momenti, è una riproduzione o lo scrigno a ricordarne la presenza. Nessun orario né tariffa precisa è qui indicato: è preferibile fare riferimento alle informazioni ufficiali aggiornate prima di ogni visita.

Quiz

1. Chi ha progettato il Duomo rinascimentale di Torino?

  • Guarino Guarini, architetto barocco del XVII secolo
  • Meo del Caprino, architetto toscano, tra il 1491 e il 1498
  • Filippo Brunelleschi, capomastro fiorentino

2. A quale stile appartiene la Cappella della Sacra Sindone che custodisce la Sindone?

  • Barocco, opera di Guarino Guarini nel XVII secolo, posteriore al Rinascimento
  • Rinascimento, contemporanea della cattedrale
  • Gotico, ereditato dal Medioevo torinese

3. Che cosa ha di singolare questo Duomo nel paesaggio di Torino?

  • È la più grande cattedrale gotica del Piemonte
  • Fu edificato dai duchi di Savoia nel XVII secolo
  • È la sola grande chiesa rinascimentale della città, prima del suo splendore barocco