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Rinascimento italiano

La Cappella Pellegrini di San Bernardino a Verona

Vérone

La Cappella Pellegrini di San Bernardino a Verona

In fondo a una chiesa gotica edificata dai francescani, una pura geometria dell'Antichità ritrovata: la Cappella Pellegrini offre a Verona uno dei contrasti più sorprendenti tra due età dell'architettura. Opera di Michele Sanmicheli, si leggerebbe come un manifesto della pianta centrale, quel sogno di armonia perfetta che il Rinascimento italiano perseguì con ostinazione.

San Bernardino, una chiesa francescana gotica

La chiesa di San Bernardino, edificata a partire dalla metà del XV secolo dall'ordine dei Frati Minori Osservanti, apparterrebbe pienamente al vocabolario tardogotico dell'Italia settentrionale: navata coperta a capriate, cappelle laterali, mattone a vista e sobrietà francescana. È in questo contesto religioso, estraneo ai canoni classici, che venne a inserirsi quasi un secolo più tardi un frammento di pura architettura rinascimentale.

Importa distinguere bene i due strati. L'edificio che ospita la cappella sarebbe gotico; la Cappella Pellegrini, invece, apparterrebbe interamente alla cultura antiquaria del XVI secolo. Il visitatore passa così, in pochi metri, da un mondo all'altro.

La committenza della famiglia Pellegrini

La cappella sarebbe stata commissionata dalla famiglia Pellegrini, casato veronese di primo piano, come cappella funeraria destinata a perpetuarne la memoria. La commissione di uno spazio sepolcrale a pianta centrale si inseriva in una tradizione prestigiosa, quella dei mausolei antichi e dei battisteri, carica di connotazioni di eternità.

Affidare il progetto a Michele Sanmicheli, l'architetto veronese più in vista del suo tempo, significava rivendicare il linguaggio più dotto dell'epoca. Il cantiere si sarebbe protratto per un lungo periodo, intorno agli anni 1527-1557, senza che una cronologia precisa possa essere affermata con certezza.

Sanmicheli e la pianta centrale circolare

Michele Sanmicheli (v. 1484-1559), formatosi a Roma nell'ambiente del pieno Rinascimento prima di fare carriera a Verona e al servizio della Repubblica di Venezia, è celebre soprattutto per la sua architettura militare e per i suoi palazzi. La Cappella Pellegrini testimonierebbe il suo registro religioso e la sua padronanza della pianta centrale.

Qui l'architetto avrebbe adottato una pianta centrale circolare: una rotonda scandita da colonne corinzie addossate, dove un ordine unico governa l'intero spazio. Questa ricerca di un volume perfettamente isotropo, privo di direzione privilegiata, traduce l'ideale umanistico di un'architettura pensata come riflesso di un ordine cosmico e geometrico.

La cupola e l'ordine corinzio, l'eco del Pantheon

La rotonda sarebbe coperta da una cupola, coronamento logico della pianta centrale e riferimento esplicito ai modelli antichi. Molti accostano lo spazio allo spirito del Pantheon di Roma, non per una copia letterale ma per la volontà di ritrovare la pienezza di un volume unificato sotto la sua calotta.

L'impiego di un ordine corinzio unico, declinato con rigore lungo tutto il perimetro, garantirebbe questa unità. Le colonne, le trabeazioni e le proporzioni dialogano secondo rapporti misurati che fanno della cappella una vera dimostrazione teorica oltre che un luogo di culto. L'ornamento, sobrio e disciplinato, si subordina alla chiarezza della struttura.

Il posto nell'opera di Sanmicheli

Nella carriera di Sanmicheli, dominata dalle porte monumentali di Verona, dai bastioni e dai palazzi Bevilacqua o Canossa, la Cappella Pellegrini occuperebbe un posto a parte: quello di un capolavoro religioso a scala intima, in cui l'architetto concentra il suo sapere classico in uno spazio chiuso.

È spesso citata tra le realizzazioni che hanno valso a Verona un'architettura rinascimentale di qualità paragonabile a quella dei grandi centri italiani. La sua presenza contribuisce al valore del centro storico, iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO come « Città di Verona » (2000).

Cosa vedere assolutamente

  • Il contrasto tra le due età : il passaggio dalla navata gotica francescana alla rotonda classica, sorprendente in pochi passi.
  • La pianta centrale circolare : compiere il giro dello spazio per sperimentarne l'isotropia, quell'assenza di facciata e di retro propria della pianta centrale.
  • L'ordine corinzio unico : osservare la regolarità delle colonne addossate e dei capitelli che scandiscono il perimetro.
  • La cupola : alzare lo sguardo verso il coronamento, eco dei modelli antichi e chiave di volta del partito architettonico.
  • La dimensione funeraria : tenere presente la vocazione sepolcrale della famiglia Pellegrini, che dà senso a questa architettura d'eternità.

Informazioni pratiche

La Cappella Pellegrini si trova all'interno della chiesa di San Bernardino, nel quartiere occidentale di Verona, a una certa distanza dal centro monumentale. L'accesso alla cappella dipenderebbe dagli orari di apertura della chiesa e dalla vita della comunità religiosa; è prudente verificare in anticipo le condizioni e i periodi di visita, suscettibili di variare. Alcune parti del complesso conventuale possono non essere liberamente accessibili. Informatevi presso le fonti turistiche locali di Verona prima di spostarvi.

Quiz

1. A quale tipo di pianta appartiene la Cappella Pellegrini concepita da Sanmicheli?

  • Una pianta basilicale a tre navate
  • Una pianta centrale circolare coronata da una cupola
  • Una pianta a croce latina

2. A quale stile appartiene la chiesa di San Bernardino che ospita la cappella?

  • Il gotico (chiesa francescana)
  • Il barocco
  • Il romanico

3. Quale monumento antico è spesso evocato come riferimento per lo spirito della cappella?

  • Il Colosseo
  • Il Pantheon di Roma
  • Le terme di Caracalla