Il giardino del cardinale Farnese sul Palatino
Nel cuore di Roma, sul colle Palatino dove un tempo sorgevano i palazzi degli imperatori, gli Orti Farnesiani figurano tra le creazioni più originali del tardo Rinascimento. Sono opera del cardinale Alessandro Farnese il Giovane (1520-1589), nipote di papa Paolo III, uno dei maggiori mecenati del suo secolo, committente anche del palazzo di Caprarola e della chiesa del Gesù. A partire dagli anni 1550, il cardinale avrebbe acquisito terreni sulle rovine della Domus Tiberiana e delle vicine costruzioni imperiali, per plasmarvi un giardino di delizie affacciato sul Foro romano.
Il progetto incarna un'idea profondamente rinascimentale: edificare una bellezza nuova sulle vestigia dell'Antichità, in un dialogo diretto tra le rovine gloriose della Roma antica e l'arte dei giardini del proprio tempo. Le terrazze, addossate alle sostruzioni antiche, offrivano dai loro belvedere un panorama eccezionale sul Foro e sulla città. Vi si coltivavano piante rare, fiori ed essenze provenienti da tutto il bacino mediterraneo, e il luogo divenne tanto un gabinetto botanico quanto uno scenario di rappresentanza per i ricevimenti del cardinale.
Terrazze, ninfei e il portale del Vignola
L'allestimento dei giardini si sarebbe articolato lungo più decenni e per mano di più artefici. L'impianto d'insieme e l'ingresso monumentale sono tradizionalmente attribuiti a Jacopo Barozzi da Vignola, detto il Vignola (1507-1573), architetto di fiducia dei Farnese e teorico maggiore dell'architettura manierista. Dopo la sua morte, i lavori sarebbero stati proseguiti e infine completati, in particolare nel Seicento, da architetti della famiglia Rainaldi, ai quali si devono alcune sistemazioni successive. La prudenza è d'obbligo: le fasi esatte e la ripartizione delle attribuzioni restano dibattute tra gli storici.
Il giardino si sviluppava per terrazze successive collegate da scale e rampe, assecondando il rilievo del colle. Vi si trovavano ninfei — grotte ornate d'acqua, nicchie e rocailles, assai in voga nei giardini italiani del Cinquecento — nonché voliere (le celebri uccelliere), strutture monumentali che ospitavano uccelli rari e scandivano la parte alta del giardino. Un portale monumentale, o teatro d'ingresso, segnava l'accesso dalla base del colle. Questo ingresso fu in seguito smontato e poi rimontato lungo la Via di San Gregorio, dove ancora oggi se ne possono ammirare le vestigia, testimoni dell'ambizione scenografica del progetto.
Uno dei primi giardini botanici e l'attuale sito archeologico
Al di là del loro splendore ornamentale, gli Orti Farnesiani vengono spesso presentati come uno dei primi giardini botanici d'Europa, accanto a quelli di Pisa e di Padova fondati negli stessi decenni. Vi si sarebbero acclimatate specie esotiche, e lo stesso nome dell'acacia Farnesiana (la mimosa coltivata) rammenterebbe questo legame storico con le collezioni vegetali del cardinale. Il luogo coniugava così il piacere estetico, la curiosità scientifica e il prestigio aristocratico, nello spirito enciclopedico del Rinascimento.
Il declino della famiglia Farnese trascinò con sé quello del giardino, progressivamente lasciato all'abbandono. Nell'Ottocento e nel Novecento, le grandi campagne di scavo del Palatino, condotte per riportare alla luce i palazzi imperiali, alterarono in parte le strutture rinascimentali. Oggi gli Orti Farnesiani sono integrati nel vasto sito archeologico del Foro romano e del Palatino. Il visitatore vi ritrova terrazze restaurate, viali ombrosi e splendidi punti panoramici, un'isola di verde e di quiete sospesa sopra le rovine antiche.
Cosa vedere assolutamente
- Le terrazze superiori con i loro belvedere e la vista a strapiombo sul Foro romano.
- Le vestigia dei ninfei e delle grotte ornate, testimoni del gusto manierista per l'acqua e la rocaille.
- La collocazione delle uccelliere, voliere monumentali della parte alta del giardino.
- Il portale d'ingresso monumentale, oggi rimontato lungo la Via di San Gregorio.
- I viali e i parterre restaurati, oasi di verde alla sommità del Palatino.
Informazioni pratiche
Gli Orti Farnesiani non si visitano separatamente: fanno parte del sito archeologico del Foro romano e del Palatino, accessibile con il biglietto combinato Colosseo / Foro / Palatino. L'ingresso avviene dagli accessi del Foro o del Palatino (in particolare tramite la Via di San Gregorio o il Foro). È consigliabile calzare scarpe comode, essendo il terreno in pendenza e lastricato. Verificare orari, tariffe e modalità di prenotazione presso il Parco archeologico del Colosseo prima della visita, poiché tali informazioni cambiano di frequente.
Quiz
1. Chi è il committente degli Orti Farnesiani sul Palatino?
- A) Papa Giulio II
- B) Il cardinale Alessandro Farnese il Giovane
- C) Lorenzo de' Medici
2. A quale architetto si attribuiscono tradizionalmente l'impianto e il portale d'ingresso?
- A) Il Vignola
- B) Il Bernini
- C) Il Palladio
3. Perché gli Orti Farnesiani sono celebri nella storia delle scienze?
- A) Ospitavano il primo osservatorio astronomico
- B) Figurano tra i primi giardini botanici d'Europa
- C) Vi fu inventato il termometro

