Immersa nel verde dei Giardini Vaticani, lontano dalla folla della basilica, la Casina Pio IV — nota anche come Villa Pia — è uno dei gioielli più raffinati dell'architettura manierista romana. Questo piccolo complesso di padiglioni disposti attorno a un cortile ovale nacque come luogo di ritiro dotto e di svago per papa Pio IV. Ben lungi dall'essere una semplice fabbrica da giardino, condensa tutta l'erudizione archeologica del suo ideatore, l'antiquario e architetto Pirro Ligorio, in una composizione di eccezionale densità ornamentale.
Il ninfeo di Pio IV firmato Pirro Ligorio
L'opera sarebbe stata avviata sotto Paolo IV, intorno al 1558, per poi essere ripresa e portata a compimento per Pio IV (Giovanni Angelo Medici, eletto nel 1559), di cui porta il nome, verso il 1561-1562. Su queste date conviene la massima prudenza, poiché sono spesso discusse a seconda delle fasi di cantiere. L'artefice è Pirro Ligorio (1512 ca.-1583), napoletano formatosi al disegno e soprattutto appassionato di antichità: i suoi rilievi delle rovine romane e la ricostruzione della Villa Adriana a Tivoli alimentano direttamente il suo vocabolario. La Casina si propone come una dotta trasposizione delle villaee deinymphaea antichi, quei padiglioni di frescura consacrati alle ninfe e all'acqua, che Ligorio conosceva attraverso i testi e le vestigia.
Il programma si articola attorno a uno spazio ovale a cielo aperto, incorniciato da due edifici che si fronteggiano: da un lato la casina vera e propria, coronata dalla sua loggia, dall'altro un portico d'ingresso monumentale. L'ovale, forma tanto cara al manierismo romano, dà vita a un teatro intimo in cui l'acqua, l'architettura e la decorazione dialogano tra loro. Vi si accede come in uno scrigno chiuso su sé stesso, appartato dal mondo.
Cortile ovale, loggia e decorazione all'antica
Il cortile ovale (il cortile) costituisce il cuore del dispositivo: pavimentazione accurata, fontana e giochi d'acqua, sedute, il tutto racchiuso da una balaustra. Le facciate vi dispiegano una profusione di stucchi a basso e alto rilievo — figure mitologiche, festoni, putti, mascheroni, scene tratte dalla favola antica — che ricoprono quasi ogni superficie. Questo horror vacui governato, in cui l'ornamento si fa discorso erudito, è la firma di Ligorio.
La casina stessa presenta una facciata riccamente decorata, sormontata da una loggia aperta, mentre gli interni conservano apparati dipinti. Il padiglione d'ingresso, o vestibolo, ospita un ninfeo con fontana, scrigno d'ombra e di frescura. L'insieme intreccia stucchi, elementi antichi e mosaici: l'acqua, le conchiglie e gli intarsi partecipano di un'estetica da grotta dotta. Gli affreschi e gli stucchi avrebbero coinvolto più mani di botteghe attive a Roma sul finire degli anni Sessanta del Cinquecento; le attribuzioni precise vanno però maneggiate con cautela, poiché circolano diversi nomi senza un consenso saldo.
Ciò che colpisce è la coerenza del programma: ogni motivo, ogni nicchia, ogni figura rimanda a un immaginario dell'Età dell'oro, delle Muse e delle acque sorgive. La Casina non è un ornamento fine a sé stesso, bensì una vera e propria macchina iconografica, concepita per la conversazione colta e la meditazione umanistica, nello spirito dei circoli raffinati della Roma pontificia.
Dalla villa di delizie all'Accademia delle Scienze
Ideata come padiglione di ritiro, la Casina Pio IV ha attraversato i secoli all'interno dei Giardini Vaticani. Dopo aver fatto da luogo di passeggiata e di ricevimento, oggi è la sede della Pontificia Accademia delle Scienze, istituzione che riunisce studiosi di tutto il mondo, credenti o meno, attorno alle questioni scientifiche. Questo destino conferisce al piccolo edificio una seconda vita: il padiglione delle ninfe e delle Muse è diventato casa della scienza, prolungando a suo modo l'ideale umanistico di un sapere accolto nella più stretta prossimità con il potere pontificio.
Proprio questo statuto di istituzione in attività spiega anche perché la Casina sia raramente accessibile: non è aperta al turismo consueto e, il più delle volte, si lascia scoprire soltanto dall'esterno, lungo i percorsi guidati dei Giardini Vaticani.
Cosa vedere assolutamente
- Il cortile ovale, forma manierista per eccellenza, con la sua fontana e i giochi d'acqua al centro del dispositivo.
- La loggia della casina e la sua facciata gremita di stucchi a rilievo: mitologia, festoni, putti e mascheroni.
- Il ninfeo d'ingresso, grotta di frescura che unisce fontana, conchiglie e intarsi all'antica.
- La densità della decorazione a stucchi e mosaici, autentica enciclopedia visiva dell'Antichità sognata da Ligorio.
- Il dialogo tra architettura, acqua e giardino, che fa dell'insieme un modello del ninfeo-villa del tardo Rinascimento.
Informazioni pratiche
La Casina Pio IV si trova all'interno dei Giardini della Città del Vaticano, alle spalle della basilica di San Pietro. Sede della Pontificia Accademia delle Scienze, ha un accesso molto limitato e non costituisce una visita libera: di norma la si scorge soltanto durante le visite guidate ai Giardini Vaticani, su prenotazione, e per lo più dall'esterno. Conviene informarsi presso i Musei Vaticani sulle modalità e la disponibilità dei percorsi dei giardini, che cambiano con regolarità. La Città del Vaticano è iscritta nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1984.
Quiz
- Chi è l'architetto della Casina Pio IV ?
- Michelangelo
- Pirro Ligorio
- Il Bernini
- Attorno a quale forma si organizza il cuore dell'edificio ?
- Un cortile ovale
- Un chiostro quadrato
- Una rotonda
- Quale istituzione ha oggi la propria sede nella Casina ?
- La Biblioteca Vaticana
- La Pontificia Accademia delle Scienze
- Il tribunale della Rota

