Pinturicchio (Bernardino di Betto) · v. 1496-1498
Avvicinatevi e lasciate anzitutto scivolare lo sguardo sull'insieme. Al centro la Vergine siede in trono, un libro tra le mani; ai suoi piedi il Bambino è preso dal proprio gioco. Attorno a loro stanno alcuni santi — un piccolo san Giovanni Battista lì accanto, e due figure più anziane, che di solito si identificano con sant'Agostino e san Girolamo ( per l'identità esatta). Alla sommità della pala, un coronamento dispiega un'Annunciazione; in basso, una predella prolunga il racconto con una serie di scene. Siamo davanti a una macchina devozionale completa, pensata come un piccolo mondo da percorrere con gli occhi.
Ciò che colpisce subito è la cura riservata a ogni dettaglio. Pinturicchio, formatosi nella bottega del Perugino e poi chiamato a decorare l'Appartamento Borgia in Vaticano, non cerca qui la grandezza monumentale ma l'incanto. Guardate i fiori, gli oggetti, le stoffe, i tocchi d'oro: tutto è trattato con una minuzia da miniatore. È un'arte che invita a indugiare, a scoprire un motivo dopo l'altro, più che a cogliere in un sol colpo una composizione schiacciante.
Prendetevi il tempo di seguire il contrasto degli atteggiamenti. La Vergine legge, assorta, mentre il Bambino gioca: due tempi, due registri, la gravità e l'innocenza riunite in uno stesso spazio. I santi che li incorniciano ancorano la scena nella tradizione devozionale, ma Pinturicchio li riveste di colori vivi e preziosi che danno all'insieme un'aria di festa contenuta.
Infine, non trascurate l'alto e il basso della pala. Il coronamento con l'Annunciazione richiama il punto di partenza di tutta la storia della salvezza; la predella, più modesta nelle dimensioni, offre una lettura ravvicinata, quasi intima. L'opera intera funziona come un libro di immagini sacre: la si legge per piani, dal suolo fino alla sommità.
Simbolismo e lettura iconografica
Il libro tenuto dalla Vergine rimanda alla sapienza e alla meditazione delle Scritture; è un motivo devozionale corrente che presenta Maria come lettrice attenta della parola. Il Bambino che gioca, all'opposto, incarna l'umanità e la tenerezza dell'Incarnazione. La presenza di un piccolo san Giovanni Battista evoca il precursore, colui che annuncia e prepara. I due santi anziani, se l'identificazione con Agostino e Girolamo si conferma (), rimanderebbero alla tradizione dotta e teologica della Chiesa. Il coronamento con l'Annunciazione richiama l'inizio del mistero cristiano, e l'oro, onnipresente, conserva il suo antico valore di luce divina e di preziosità sacra.
Analisi delle emozioni
Davanti a questa pala si prova una dolcezza avvolgente più che un'emozione violenta. Il fascino nasce dall'abbondanza dei dettagli, dalla raffinatezza dei colori, dalla delicatezza dei volti. È un'opera che placa e seduce, che invita a guardare a lungo e a tornare su ogni motivo. La gravità della Vergine che legge e la spensieratezza del Bambino creano una tenerezza familiare, mentre lo splendore degli ori e delle stoffe instaura un sentimento di festa serena.
Segreti e misteri
- Pinturicchio si formò nella bottega del Perugino, di cui qui si ritrovano la dolcezza dei volti e l'equilibrio delle figure.
- La sua grande fama viene dalla decorazione dell'Appartamento Borgia in Vaticano, dove il suo gusto per l'ornamento e le grottesche fece meraviglie.
- Il marchio dell'artista, qui come altrove: esuberanza ornamentale, minuzia decorativa, oro e colori preziosi, dettagli deliziosi — fiori, uccelli, oggetti resi con precisione.
- La pala si legge per livelli: corpo centrale con la Vergine e i santi, coronamento con l'Annunciazione, predella alla base — una struttura narrativa completa.
- Pinturicchio privilegia il fascino narrativo e la ricchezza decorativa più che la grandezza monumentale: è un'arte dell'incanto dello sguardo.
- L'identificazione precisa dei santi (Agostino e Girolamo?) così come la datazione restano da confermare sulle fonti documentarie.
Lo sapevi?
Il soprannome stesso dell'artista dice molto sulla sua reputazione: «Pinturicchio», cioè all'incirca «il piccolo pittore», un nomignolo legato alla sua bassa statura e al suo gusto per i dettagli fini e preziosi. .

