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Pittura del Rinascimento

L'Incoronazione della Vergine (Pala Oddi)

Cité du Vatican

L'Incoronazione della Vergine (Pala Oddi)

Raffaello Sanzio · v. 1502-1504

Guardate questa grande pala in due tempi. Viene dai primissimi anni di Raffaello, quando il pittore, ancora giovanissimo, non ha lasciato l'Umbria per Firenze e poi Roma. Vi si avverte la lezione del Perugino, suo probabile maestro: i volti lisci, i gesti trattenuti, una dolcezza che avvolge l'intera scena. Non è ancora il Raffaello delle grandi Stanze Vaticane, ma già s'intuisce la grazia che ne farà la fama.

L'opera fu commissionata dalla famiglia Oddi, una famiglia di Perugia, per la chiesa di San Francesco al Prato. Da qui il suo nome corrente, la «Pala Oddi» — pala indica in italiano una pala d'altare. Il dipinto, eseguito in origine su tavola, è stato più tardi trasferito su tela, un'operazione di conservazione che ha preservato lo strato dipinto cambiandone il supporto.

La composizione si legge su due registri sovrapposti, come due piani di uno stesso racconto. In alto, nel cielo, il Cristo posa la corona sul capo della Vergine; intorno a loro, gli angeli fanno musica. In basso, sulla terra, gli apostoli si stringono attorno al sepolcro di Maria.

Questa divisione tra cielo e terra non è decorativa: racconta un passaggio, quello della Vergine che lascia il mondo dei vivi per essere accolta e incoronata accanto al Figlio. Lo sguardo del fedele sale dal suolo verso la gloria celeste, esattamente come voleva un'immagine d'altare.

Simbolismo e lettura iconografica

Il gesto centrale è l'incoronazione: il Cristo depone la corona sulla Vergine, segno che è accolta come regina del cielo. Al di sotto, l'evento si intuisce da un dettaglio: il sepolcro di Maria è vuoto e si riempie di fiori — rose e gigli. Questi fiori che sostituiscono il corpo sono il segno dell'Assunzione, la credenza secondo cui la Vergine fu elevata al cielo. Il giglio è tradizionalmente associato alla purezza, la rosa alla Vergine stessa. Gli angeli musicanti del registro superiore accompagnano questa gloria con un'armonia celeste.

Analisi delle emozioni

L'emozione, qui, è fatta di calma e di raccoglimento più che di splendore. I volti sono placati, i gesti lenti. In basso, gli apostoli raccolti attorno al sepolcro esprimono lo stupore di un'assenza, quella del corpo scomparso; alcuni alzano gli occhi al cielo. In alto regna una serenità solenne. È la tenerezza umbra del giovane Raffaello a dare all'insieme la sua gravità dolce, senza agitazione.

Segreti e misteri

  • Opera giovanile: Raffaello la dipinge giovanissimo, prima della partenza per Firenze, in uno stile ancora molto vicino a quello del suo maestro, il Perugino.
  • Il sepolcro vuoto e fiorito è la chiave di lettura: non sono semplici fiori, ma il segno dell'Assunzione che sostituisce il corpo della Vergine.
  • Rose e gigli: i due fiori citati sono carichi di senso mariano (la rosa per la Vergine, il giglio per la purezza).
  • Il dipinto ha cambiato supporto: eseguito su tavola, è stato trasferito su tela, il che spiega il suo stato attuale nella Pinacoteca Vaticana.
  • Il nome «Pala Oddi» viene dai committenti, la famiglia Oddi di Perugia, e non da un luogo.
  • Composizione a due registri: cielo (incoronazione, angeli musicanti) in alto, terra (apostoli, sepolcro) in basso — un modo di far salire lo sguardo.

Lo sapevi?

La pala fu dipinta per una chiesa di Perugia, San Francesco al Prato, prima di entrare molto più tardi nelle collezioni vaticane — un percorso che ha portato quest'opera di provincia a diventare uno dei primi tasselli noti del cammino di Raffaello. .