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Pittura del Rinascimento

La Nascita della Vergine

Sienne

La Nascita della Vergine

Domenico Beccafumi · v. 1540

Una camera, un letto, una nascita. Il soggetto è tra i più quotidiani che ci siano: sant'Anna ha appena dato al mondo Maria, e la scena si svolge come tanti parti dell'epoca, nell'intimità di un interno domestico. Anna riposa a letto, ancora presa dalla stanchezza. Attorno a lei, delle serve si affaccendano: una porta la neonata, altre preparano il suo bagno e la avvolgono nelle fasce. Nell'aneddoto, nulla sembra uscire dall'ordinario.

È il trattamento a ribaltare tutto. Beccafumi è il grande manierista senese, e trasforma questa banalità in visione. La luce non si comporta come una luce normale: sembra sgorgare dai corpi e dalle stoffe, quasi fosforescente, lasciando il resto della stanza in una penombra lavorata. Lo spazio corre in profondità, ma questa profondità non ha nulla di rassicurante: risucchia lo sguardo verso un fondo incerto.

I colori completano lo spaesamento. Beccafumi maneggia il cangiante, quelle tinte cangianti che virano da un tono all'altro a seconda della piega del tessuto, così che nessuna superficie resta stabile. Si crede di riconoscere una camera comune, eppure tutto vi appare irreale, come sognato. La nascita di Maria diventa un evento immerso nel soprannaturale ancor prima che venga evocato alcun segno religioso esplicito.

«Vedere altrimenti», qui, è esattamente questo: la stessa scena, dipinta sobriamente da un altro, resterebbe una cronaca domestica. Sotto il pennello di Beccafumi, il parto si muta in apparizione, senza che sia stato necessario aggiungere angeli né gloria. La trasfigurazione passa unicamente attraverso la luce e il colore.

Simbolismo e lettura iconografica

La nascita della Vergine non è un episodio dei Vangeli canonici; appartiene alla tradizione e alla devozione che circondano la figura di Maria. Rappresentarla significa celebrare l'inizio di una stirpe di salvezza: Anna dà alla luce colei che darà alla luce il Cristo. I gesti delle serve — lavare, fasciare — iscrivono questo evento sacro nel concreto delle cure del corpo, ricordando che anche l'incarnazione a venire passerà attraverso la carne. La luce strana che avvolge la bambina può leggersi come il segno discreto del suo destino.

Analisi delle emozioni

Si entra in questa camera come in un dormiveglia. La tenerezza dei gesti attorno alla neonata sfiora un'inquietudine sorda nata dalla luce e dalle ombre. Lo spettatore oscilla tra riconoscimento — è una scena di vita — ed estraneità — questa vita è come illuminata da un altro mondo. Ne resta un'emozione sospesa, tra dolcezza e vertigine.

Segreti e misteri

  • Il cangiante: invece di modellare le stoffe con sfumature di uno stesso colore, Beccafumi fa scivolare una tinta verso un'altra lungo le pieghe, creando quei riflessi «cangianti» che destabilizzano l'occhio.
  • La luce non proviene da una sorgente chiara e unica: sembra emanare dalle figure stesse, producendo un chiarore quasi fosforescente che è la firma del pittore.
  • I chiaroscuri audaci sprofondano interi settori della stanza nell'ombra, riservando la luce a poche zone e rafforzando l'impressione di sogno.
  • La costruzione in profondità dell'interno orienta lo sguardo verso lo sfondo, gioco spaziale tipico del manierismo senese.
  • Il soggetto — il parto mostrato nella sua realtà domestica — è trattato senza idealizzazione dell'aneddoto: sono proprio le mansioni ordinarie di una nascita a essere raffigurate.
  • La trasfigurazione dipende unicamente dallo stile: nessuna profusione di attributi soprannaturali è necessaria per rendere irreale la scena.

Lo sapevi?

Beccafumi non è soltanto pittore: gli si devono anche i celebri pavimenti in marmo intarsiato del Duomo di Siena, quelle immense composizioni incastonate nel pavimento della cattedrale. Lo stesso artista che ha saputo far vibrare una camera di colori irreali ha dunque lavorato il marmo per raccontare scene sul pavimento stesso, in uno degli insiemi più famosi della città.